mercoledì 9 giugno 2010

proprio. Non ho voglia di fare U N C A Z Z O . Come la stragrande maggioranza degli studenti "terminali" (oh oh, che parola inquietante, terminali..) non ho ancora scritto mezza parola della mia fantastica tesina.
La faccenda della tesina inizia con l'inizio della quinta (o della quarta, per quegli zotici scorsati del tradizionale) (sì, noi dello sperimentale siamo piuttosto razzisti nei loro confronti). I prof iniziano dal primo secondo in cui metti piede in aula: QUEST'ANNO AVETE GLI ESAMI. Non hai nemmeno il tempo di realizzare che questa volta sei concretamente vicino alla fine (e soprattutto all'ultima lezione di Educazione Fisica)che ti fanno già venire l'ansia per la maturità. Ed è così per tutto l'anno: è la loro ossessione, ne parlano quasi più di noi. Tu sei lì, con l'agitazione, con il nodo in gola, che cerchi di non pensarci troppo, ed eccoli, gli avvoltoi, "ricordati che devi morire!". No ma grazie, davvero. Come se già non ci pensassi a sufficienza.
Come se non bastasse, quando sei in quinta, c'è SEMPRE ualcuno che puntualmente ti ricorda, in qualsiasi luogo e momento, il massacro a cui stai per andare incontro.

"Oh ma ciao, ma è 'na cifra che non ti vedo!"
"Eh, sì, ho avuto un pò da fare"
"Ma tu adesso che classe fai?"
"sono in quinta"
"Oh hai gli esami!"

Sì. Grazie. Lo so. Già in seicento mi hanno fatto la stessa domanda.

Non avrai mai scampo: amici nuovi, amici vecchi, cugini, cene di famiglia, vicini di casa, amici della nonna della zia, betonega del paese.
Così tu, povero studente della quinta, ormai sei travolto dal turbinio, e non ti resta altro da fare che lasciarti trascinare. E le reazioni, sempre e comunque esasperate, vanno dalla secchioncella che ha già scritto cento pagine di tesina prima ancora di aver finito di spiegarti tutti i collegamenti, alle rassegnate che sono già nella concezione di un sesto anno di liceo, e quelle che, come me, procedono tranquille verso il patibolo, tra recuperi dell'ultima settimana e argomenti mai studiati in tutto l'anno, ma che tu sai che, siccome la sfiga ti segue SEMPRE, soprattutto nei momenti di difficoltà, sicuramente ti chiederanno.

'non chiedermi il divisionismo, non chiedermi il divisionismo?
"Bertelli, mi sai dire il collegamento che ha la pittura futurista con il DIVISIONISMO"

Eccola.

Dunque saranno giorni duri. Soprattutto per tutte quelle come me che "dai, adesso studio seriamen..zzz...". I seguaci del coma profondo. Ma non lo faccio mica apposta, è un problema di concentrazione, suvvia.
D'altronde chi è che ha voglia di studiare per gli esami? é come dire "chi è che ha voglia di lavare i piatti?". Nessuno, quindi alla fine li lavi sempre TU.
Devo dire comunque che la mia tesina è parecchio fica. O perlomeno per come me la sono figurata, visto che ancora non è stata partorita nemmeno mezza sillaba. Porto il burlesque legato al rapporto della donna con il proprio corpo. In pratica più o meno sarà così. Breve storia del burlesque: Vaudeville, Cabaret (e qui ci schiaffo Toulouse Lautrec), ecc, fino ad arrivare ai giorni nostri. Mi concentro di più sul neoburlesque legato alla figura della pinup, all'ironia e alla satira, e al fatto che sia tornato in voga. La donna di oggi cerca una figura sensuale ed erotica non volgare e il neoburlesque ha saputo dare una risposta a tutto questo. Il Burlesque è tipico per questa sua eterogeneità della figura femminile, accettata e considerata in ogni sua forma, e soprattutto non stereotipata, e qui subentra il rapporto della donna con il proprio corpo, l'ideale dei media di magrezza e falsa perfezione, i disturbi alimentari e la scossa che un feomeno come il Burlesque sta dando a questo sistema esclusivita che vede al centro l'oggettizzazione del corpo femminile. Qualcosa si sta muovendo.

Sì, verrà una cosa fica, se avrò voglia di renderla tale.

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