"Forse saranno anche fragili, confusi. O forse no. Ma come erano belli, come sono belli gli studenti sui tetti, coi loro computer portatili wireless, affogati dentro alle sciarpe e ai cappucci, in alto, vicino al cielo. Anch'io una volta all'anno salgo sul duomo di Milano, e mi sento bene lassù, anche se ci sono quasi soltanto giapponesi. Deve essere bellissimo arrampicarsi sulla torre di Pisa o la Mole Antonelliana o il Colosseo o sul campanile di San Marco o qello del Duomo di Messina a vent'anni, coi tuoi compagni, pensando che stai facendo una cosa importante. Immagino sia possiile che gli studenti non abbiano capito bene questo ddl perchè sembra molto complicato e fumoso anche a me, che in teoria dovrei avere più strumenti per decodificare le informazioni, ma da quel poco che ho inteso mi è sembrato solo un'operazione povera e demagogica, come gran parte delle scelte fatte dall'attuale ministro dell'Istruzione, che invece di parlare agli studenti tramite YouTube, recitando una familiarità con loro che non ha (probabilmente non è mai stata giovane, non ha mai letto poesie, non ha mai fatto cazzate: quella di fare l'esame da avvocato a Raggio Calabria non vale come cazzata, quella è una scorciatoia da contabili, detto con rispetto per i contabili e soprattutto con rispetto per le cazzate), poteva salirci, sopra uno di quei monumenti, e provare a parlarci davvero, con quegli studenti. Così, tanto per provare a sentire che effetto fanno l'aria sul viso e le nuvole sopra alla testa. [...]
Chi sulla torre di Pisa, chi sul prefabbricato: questa è l'italia di oggi. Un'Italia unita più dai suoi monumenti, da facebook, da internet, dalle poesie, le canzoni e da
Vieni via von me che dalla politica.[...]"
Daria Bignardi
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